Conferenza stampa CFC8 – Rifugio Di Marco – 6 settembre 2026 La conferenza stampa conclusiva dell’ottava edizione di Climbing for Climate ha restituito un messaggio comune: la montagna è un ecosistema privilegiato per osservare gli effetti del cambiamento climatico, laboratorio di ricerca, spazio di formazione e terreno di collaborazione tra università, istituzioni scientifiche, CAI e territorio.Ad aprire i lavori è stato Carmine Trecroci, Presidente del Comitato di Coordinamento della RUS e docente dell’Università degli Studi di Brescia, che ha sottolineato il valore della partecipazione e del lavoro condiviso tra i numerosi soggetti coinvolti nell’organizzazione delle due giornate. Il senso dell’iniziativa, nelle sue parole, passa soprattutto attraverso due concetti: coinvolgimento e collaborazione paritaria, elementi essenziali per affrontare una sfida complessa come quella climatica. Luciano Di Martino, Direttore dell’Ente Parco Nazionale della Maiella, ha evidenziato come gli effetti del cambiamento climatico siano già chiaramente osservabili in alta quota. Ha richiamato il progetto internazionale GLORIA, attivo da oltre vent’anni sulle vette della Maiella e coordinato sul territorio dalla prof.ssa Angela Stanisci dell’Università degli Studi del Molise, attraverso il quale vengono studiati i cambiamenti della vegetazione e gli effetti dell’aumento delle temperature. Nel suo intervento ha riferito che la temperatura nella Maiella ha avuto un incremento di circa 1,5 gradi e ha sottolineato come il territorio del Parco rappresenti oggi un vero e proprio laboratorio naturale per la ricerca scientifica. Di Martino ha inoltre posto l’accento sulla tutela della biodiversità, sottolineando come non possa essere considerata una questione riservata esclusivamente agli specialisti. Il tema deve coinvolgere gli studenti delle scuole e delle università, i cittadini e deve essere trasversale tra discipline differenti. Il messaggio espresso è netto: non possiamo vivere senza biodiversità e la conoscenza dell’ambiente deve diventare parte integrante dei percorsi educativi e della vita quotidiana. Per il CAI Abruzzo, il presidente Francesco Sulpizio ha ricordato l’impegno del Club Alpino Italiano nella tutela dell’ambiente montano e nella manutenzione della rete sentieristica. Ha ringraziato gli accompagnatori e le strutture escursionistiche che hanno consentito ai partecipanti di affrontare in sicurezza i percorsi delle due giornate, auspicando che l’esperienza vissuta sulla Maiella possa diventare uno stimolo a tornare in montagna e a frequentarla con maggiore consapevolezza. Lorenzo Monelli, Consigliere Centrale del Club Alpino Italiano, ha portato il saluto del CAI nazionale e ha richiamato il rapporto ormai consolidato tra il mondo universitario e quello dell’associazionismo montano. Nel suo intervento ha sottolineato come andare in montagna significhi anche conoscere comprendere e divulgare, e come persino i comportamenti individuali possano contribuire a un’azione collettiva più ampia. Ha inoltre richiamato il ruolo della comunicazione e dei social nella diffusione dei temi legati alla tutela ambientale. Massimo Prisciandaro, Direttore della Scuola Interregionale Escursionismo CAI Abruzzo-Molise, ha posto l’accento sull’esperienza vissuta dai partecipanti durante le due giornate e sul lavoro degli accompagnatori. Il suo invito è stato quello di non lasciare questa esperienza confinata alla Maiella ma di raccontarla e diffonderla una volta tornati nelle proprie città e università. Un ulteriore contributo scientifico è arrivato da Roberto Ranzi, professore dell’Università degli Studi di Brescia, che ha collegato il tema del cambiamento climatico in alta montagna alla sicurezza delle persone. Richiamando recenti eventi estremi nell’area himalayana e il possibile ruolo del riscaldamento e del degrado del permafrost nell’instabilità di roccia e ghiaccio. Inoltre, ha evidenziato come lo studio del clima non riguardi soltanto la conservazione degli ecosistemi ma possa contribuire concretamente anche alla prevenzione dei rischi e alla tutela delle vite umane. Francesco Castelli, Rettore dell’Università degli Studi di Brescia, ha richiamato invece la responsabilità delle università nei confronti delle generazioni future. Ogni generazione, ha ricordato, può utilizzare le risorse del pianeta a condizione di preservarle anche per chi verrà dopo. Da qui il duplice ruolo dell’università: educare e sensibilizzare sui temi della sostenibilità e produrre conoscenza scientifica capace di offrire alla società strumenti utili per comprendere e mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Tra i passaggi più evocativi della conferenza quello di Renato Veronesi, Presidente del CAI Brescia, che ha ricordato come la montagna venga spesso interpretata come linea di confine mentre possa rappresentare esattamente il contrario: un elemento capace di unire. Dall’Adamello alla Maiella, luoghi che hanno ospitato diverse edizioni di Climbing for Climate, emerge così una linea ideale che mette in relazione territori, persone, università e associazioni attorno alla responsabilità comune di proteggere l’unico pianeta che abbiamo. Nella parte conclusiva Paolo Esposito, Direttore Generale dell’Università “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara, ha portato i saluti del Rettore Liborio Stuppia e ringraziato il gruppo di Ateneo impegnato nella realizzazione dell’iniziativa. Riprendendo idealmente le parole di Veronesi ha sintetizzato il valore dell’esperienza con un concetto particolarmente efficace: “la montagna unisce, la rete unisce”. Ha quindi ricordato la presenza di Atenei provenienti da diverse parti d’Italia e il valore dell’accoglienza offerta dalla d’Annunzio e dal territorio abruzzese ai partecipanti che hanno potuto conoscere da vicino la “montagna madre”. Climbing for Climate 8 sulla Maiella | Le Università in Rete per il Clima Climbing for Climate 2026 | La Maiella racconta il cambiamento climatico Napoli capitale del dialogo tra scienza e società: arriva “Destinazione Public Engagement #7” di APEnet I prossimi 6 e 7 novembre, l’Università degli Studi di Napoli Federico II ospita l’evento annuale dell’Associazione APEnet. Due giornate dedicate al valore pubblico della conoscenza, con un focus sul PNRR e le esperienze di co-progettazione territoriale Comunicato Stampa Programma Archivio Newsletter Terza Missione Newsletter - gennaio 2023 Newsletter - febbraio 2023 Newsletter - marzo 2023 Newsletter - aprile 2023 Newsletter - maggio 2023 Newsletter - giugno 2023 Newsletter - gennaio-febbraio 2022 Newsletter - marzo 2022 Newsletter - aprile 2022 Newsletter - maggio 2022 Newsletter - giugno 2022 Newsletter - luglio 2022 Newsletter - agosto-settembre 2022 Newsletter - ottobre 2022 Newsletter - novembre 2022 Newsletter - dicembre 2022 Newsletter - gennaio 2021 Newsletter - febbraio 2021 Newsletter - marzo 2021 Newsletter - aprile 2021 Newsletter - maggio 2021 Newsletter - giugno 2021 Newsletter - luglio 2021 Newsletter - agosto-settembre 2021 Newsletter - ottobre 2021 Newsletter - novembre 2021 Newsletter - dicembre 2021 Newsletter - dicembre 2021 bis Newsletter di terza missione UdA - gennaio 2020 Newsletter di terza missione UdA - febbraio 2020 Newsletter di terza missione UdA - giugno 2020 Newsletter di terza missione UdA - luglio 2020 Newsletter di terza missione UdA - agosto 2020 Newsletter di terza missione UdA - settembre 2020 Newsletter di terza missione UdA - ottobre 2020 Newsletter di terza missione UdA - novembre 2020 Newsletter di terza missione UdA - dicembre 2020