PNRR

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - PNRR
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - PNRR

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) Italia Domani, approvato dalla Commissione europea il 22 aprile 2021, si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica, e prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza.

A questi si affiancano ulteriori 30,6 miliardi di euro del Fondo Complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato il 15 aprile 2021, per la copertura finanziaria di un Piano nazionale di investimento di quei progetti coerenti con le strategie del PNRR.

Il Piano, che si sviluppa in sei Missioni, ha tre obiettivi principali. Il primo, con un orizzonte temporale ravvicinato, si prefigge di sanare i danni economici e sociali causati della crisi pandemica. Con una prospettiva più di medio-lungo termine, il Piano affronta alcune debolezze che affliggono la nostra economia e la nostra società da decenni: i perduranti divari territoriali, le disparità di genere, la debole crescita della produttività e il basso investimento in capitale umano e fisico. Infine, le risorse del Piano contribuiscono a dare impulso a una compiuta transizione ecologica.

Il PNRR quindi non è soltanto un programma di investimento tradizionale ma è pensato come un vero e proprio progetto trasformativo, nel quale gli stanziamenti di risorse sono accompagnati da un corposo pacchetto di riforme necessarie per superare gli ostacoli che hanno frenato lo sviluppo degli investimenti pubblici e privati negli scorsi decenni e le debolezze strutturali che hanno, per lungo tempo, rallentato la crescita determinando livelli occupazionali insoddisfacenti, soprattutto per i giovani e le donne.

Le 6 missioni del PNRR
Le 6 missioni del PNRR

Il Piano si sviluppa in sei missioni.

  1.  “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”. Con uno stanziamento complessivo di oltre 49 miliardi (di cui 40,3 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,7 dal Fondo Complementare) ha l’obiettivo di promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura;
  2. “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”. Grazie ad una dotazione di complessivi 68,6 miliardi (59,5 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,1 dal Fondo Complementare) ha tra gli obiettivi principali quello di migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva;
  3. “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”. Con un finanziamento di importo pari a 31,5 miliardi (25,4 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,1 dal Fondo Complementare) ha come obiettivo primario lo sviluppo di un’infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile ed estesa a tutte le aree del Paese;
  4. “Istruzione e Ricerca”. In forza di uno stanziamento di 31,9 miliardi di euro (30,9 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 1 dal Fondo Complementare) si pone l’obiettivo di rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico;
  5. “Inclusione e Coesione”. Prevede uno stanziamento complessivo di 22,6 miliardi (di cui 19,8 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,8 dal Fondo Complementare) per facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, rafforzare le politiche attive del lavoro e l’inclusione sociale;
  6. “Salute”. Contempla un investimento complessivo di 18,5 miliardi (15,6 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,9 dal Fondo Complementare) con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure.
Piano Complementare al PNRR
Piano Complementare al PNRR

Il Governo italiano, accanto alle sovvenzioni e ai fondi stanziati dall’Unione Europea, ha deciso di destinare al piano per la ripresa e la resilienza ulteriori 30,6 miliardi, quale impegno tangibile per finanziare tutti i progetti ritenuti validi per la ripartenza nazionale e non coperti da sovvenzioni e prestiti del RRF (Recovery and Resilience Facility).

In un’ottica di approccio integrato, per le opere finanziate dal Piano Complementare verranno utilizzate le medesime procedure abilitanti del PNRR e sarà prevista una parimenti attenta azione di monitoraggio.

Il piano è istituito attraverso il decreto-legge n. 59 del 6 maggio 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 101 del 1° luglio 2021, dove sono individuate le risorse e i programmi in cui è articolato. La complementarietà del PNC rispetto al PNRR si manifesta a livello:

  • progettuale, con una integrazione delle risorse per gli interventi già previsti nel PNRR (i c.d. programmi e interventi cofinanziati);
  • di missione o di componente della missione, con la previsione di ulteriori investimenti (i c.d. programmi e interventi del Piano) che contribuiscono al raggiungimento delle finalità del PNRR.

Il D.L. 59/2021 individua 30 interventi, suddivisi in 24 programmi del Piano, finanziati esclusivamente dal PNC, e dunque a carico del bilancio dello Stato e 6 programmi cofinanziati con il PNRR, ossia già previsti nel PNRR e per i quali il PNC prevede risorse aggiuntive.

Il meccanismo previsto dal PNC impone, infatti, alle Amministrazioni di individuare milestone e target per ogni singolo investimento, ovvero obiettivi iniziali, intermedi e finali dei progetti di cui sono titolari, nonché le tempistiche entro cui tali obiettivi devono essere raggiunti, con la previsione della revoca del finanziamento in caso di mancato rispetto delle stesse e di meccanismi premiali (con riassegnazione di risorse revocate) per le Amministrazioni che riportino i migliori dati di impiego delle risorse.

Il PNC rappresenta un traguardo del PNRR, essendo un impegno preso dall’Italia oggetto di due milestone della Riforma della pubblica amministrazione (M1C1-55 e M1C1-62).

Lo stato di avanzamento del PNC viene monitorato trimestralmente, tramite apposite relazioni.

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