28 Settembre 2026 Entrano nel pieno le attività di SCAN2HBIM – From 3D Survey to BIM for Cultural Heritage, il Blended Intensive Programme Erasmus+ organizzato dal Dipartimento di Ingegneria e Geologia – INGEO dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dedicato alle tecnologie digitali per il rilievo, la documentazione e la gestione del patrimonio culturale.Dopo le prime attività online, il programma sta vivendo in questi giorni la sua fase più intensa con la mobilità in presenza a Pescara. Studenti e docenti provenienti da Romania, Turchia, Grecia e Uzbekistan stanno partecipando a lezioni, laboratori e attività pratiche dedicate alla fotogrammetria, al laser scanning, ai sistemi SLAM, alla gestione delle nuvole di punti e ai processi Scan-to-BIM e HBIM.Il percorso formativo accompagna i partecipanti lungo l’intera filiera digitale: dalla pianificazione del rilievo e dall’acquisizione dei dati 3D, fino alla loro elaborazione, interpretazione e trasformazione in modelli BIM/HBIM utili alla conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio costruito.Particolare rilievo assume l’attività sul campo, durante la quale i gruppi internazionali sperimentano direttamente tecniche di acquisizione fotogrammetrica e laser scanner, verificando sul caso reale le problematiche legate alla qualità dei dati, alla completezza del rilievo e alla successiva costruzione del modello digitale.«È proprio in questa fase che il BIP mostra pienamente il suo valore», sottolinea il Prof. Massimiliano Pepe, responsabile scientifico del BIM denominato SCAN2HBIM. «Gli studenti non stanno semplicemente apprendendo l’uso di strumenti e software, ma stanno lavorando insieme su un processo completo, dal bene reale al suo gemello digitale. Il confronto tra persone con percorsi e provenienze differenti rappresenta un valore aggiunto fondamentale: la digitalizzazione del patrimonio è una sfida tecnica, ma anche culturale e interdisciplinare».SCAN2HBIM nasce infatti con l’obiettivo di rispondere alla crescente esigenza di competenze digitali nel settore del patrimonio culturale, mettendo in relazione innovazione tecnologica, formazione internazionale e sostenibilità. La digitalizzazione diventa così uno strumento per preservare non soltanto la geometria di un edificio, ma anche la sua memoria, la sua identità e il patrimonio di conoscenze ad esso collegato.Le attività proseguiranno fino al 30 settembre, con elaborazione dei dati acquisiti, modellazione HBIM, validazione dei risultati e presentazione dei lavori sviluppati dai gruppi. Galleria fotografica