Nell’ottica di preparare sistemi per il trasporto e il rilascio controllato di farmaci nei diversi distretti corporei ci proponiamo di preparare sistemi vescicolari naturali, formati appunto da fosfolipidi (come la palmitoiloleilfosfatidilcolina (POPC)) e di sintesi (a partire da tensioattivi caratterizzati da una piccola testa polare e da una cospicua porzione apolare) e aggregati formati da polimeri (PEG-PPS, copolimeri di polipropilenglicole e polipropilensolfuro) biocompatibili. Il presente progetto di ricerca è finalizzato alla modulazione della stabilità e alla variazione delle caratteristiche chimico-fisiche di tali sistemi vescicolari attraverso l’inserimento in membrana o ancoraggio sul doppio strato fosfolipidico di sostanze organiche diverse (polietilenglicole, fullerene, derivati idrofili del fullerene, molecole anfifile, calixareni) o attraverso la deposizione sul doppio strato vescicolare di strati di polielettroliti e/o di nanotubi. Ci si propone dunque di: 1) ideare protocolli di preparazione di tali sistemi vescicolari e nano-capsule che permettano l’inclusione/ancoraggio/deposizione alla superficie liposomiale delle molecole desiderate; 2) di determinare, tramite misure fluorimetriche di rilascio di probe fluorescente o turbidimetriche, la velocita’ di rottura dei sistemi liposomiali; 3) di verificare la possibilità di creare canali transmembrana con opportuni sistemi calixarenici; 4) di variare le concentrazione di “guest” inserito nel liposoma o il numero di strati polielettrolitici depositati per poterli correlare alle variazioni osservate e quindi poter preparare liposomi con caratteristiche di stabilità ben precise; 5) identificare il tipo di inserimento, ancoraggio o deposizione delle molecole di “guest” o degli elettroliti per via spettrofotometrica, fluorimetrica, mediante microscopia ottica o microscopia elettronica ed elettroforesi; 6) identificare e caratterizzare gli aggregati ottenuti da polimeri diblocco e triblocco PEG-PPS valutando l’influenza del protocollo di preparazione sulle loro proprietà chimico-fisiche; 7) preparare nano-capsule a partire da “template” opportuni e valutare il rilascio di probe fluorescenti dalle stesse; 8) utilizzare tensioattivi, stress ipo- o ipertonici, variazioni di pH o temperatura per la rottura di vescicole, nano-capsule e micelle polimeriche; 9) valutare la capacità dei polimeri PEG-PPS di fungere da veicolo per nanotubi al carbonio su cui vengano adsorbiti o legati covalentemente proteine, enzimi o farmaci.