Le malattie neurodegenerative cerebrali rappresentano una importante causa di morbilità e mortalità, particolarmente alla luce del progressivo aumento dell’età media della popolazione. Il tessuto nervoso risulta particolarmente sensibile ai danni provocati da specie reattive dell’ossigeno, che si formano durante i normali processi metabolici e che eccedono le normali capacità antiossidanti. Vi sono evidenze per un possibile ruolo dello stress ossidativo nella patogenesi del m. di Alzheimer.
Gli isoprostani vengono prodotti in seguito a modificazioni ossidative non-cicloossigenasiche dell’acido arachidonico derivanti dall’azione dei radicali liberi sui fosfolipidi di membrana. A differenza delle prostaglandine classiche, gli isoprostani vengono generati in situ e rilasciati dalle fosfolipasi. La 8-iso-prostaglandina F2a (8-iso-PGF2a) si colloca tra gli isoprostani più attivi dal punto di vista biologico e può essere considerata uno dei i principali markers di stress ossidativo cellulare.
Nostri precedenti studi hanno evidenziato che la b-amiloide, che ha un importente ruolo patogenetico nel m. di Alzheimer è in grado di aumentare la produzione di 8-iso-PGF2a nel tessuto cerebrale di ratto, con un effetto più marcato negli animali anziani (6-12-18 mesi) rispetto a quelli giovani.
Un ruolo importante nella prevenzione e nella cura delle malattie neurodegenerative può essere quindi svolto da sostanze antiossidanti, molte delle quali naturalmente presenti nella dieta o nelle bevande alcoliche.
Obiettivo della ricerca è valutare gli effetti di farmaci o fitochimici con possibile attività antiossidante, sul rilascio di 8-iso-PGF2a da terminali sinaptici isolati (sinaptosomi) e da colture primarie di cellule adenoipofisarie e ipotalamiche di ratto.