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RESTAURO
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Area di Conservazione e restauro dei beni architettonici Premessa Il settore di applicazione dell’area copre tutte le attività che riguardano la salvaguardia del patrimonio architettonico ai fini della sua trasmissione al futuro. In linea con l’evoluzione stessa del concetto di restauro, progressivamente esteso a campi di applicazione sempre più vasti (si confrontino, ad esempio, la “Carta di Atene”, 1931-32, e la “Charte de Venise”, 1964), i docenti e i ricercatori afferenti all’area si occupano di temi che vanno dall’analisi e diagnostica degli edifici antichi (catalogazione e rilievo, analisi statica, indagini fisico-chimiche, valutazione critica), agli interventi concreti: in questo caso le possibilità spaziano dalle provvidenze conservative di materiali e finiture, al consolidamento delle strutture, alla manutenzione, fino agli interventi progettuali volti alla valorizzazione e alla lettura museale del costruito storico. Si tratta quindi di un campo molto vasto, che riscuote com’è noto un grande interesse da parte di amministratori, committenti e opinione pubblica, e che per la sintesi che postula fra le varie competenze costituisce il tratto caratteristico della figura dell’architetto-umanista. Questo forse è all’origine del successo riscosso presso gli studenti, attestato dal numero rilevante di tesi di laurea. Per coloro che intendono proseguire nell’attività di ricerca, è stato attivato il dottorato in “Conservazione dei Beni architettonici”, ed è in corso di organizzazione un laboratorio specifico della disciplina presso il D.S.S.A.R.R. Il necessario raccordo con il mondo del lavoro è inoltre garantito dalla
partecipazione dei docenti a programmi di ricerca con soprintendenze, enti
regionali, università straniere. L'area del Restauro è composta da:
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