Nuove
domande sollecitano l'urbanistica contemporanea. Sono in particolare le
domande di qualità ambientale, poste in modo clamoroso dai
movimenti urbani contro la globalizzazione, ma sancite anche da atti
ufficiali come la Conferenza O.N.U. di Rio de Janeiro del 1992 che impegnano
tutte le nazioni a contrastare i rischi crescenti dovuti all'inquinamento,
alla congestione del traffico urbano, allo sfruttamento eccessivo delle
risorse naturali. Sono le domande di paesaggio, che in Europa viene ormai
riconosciuto come un valore cardine della nostra identità culturale,
patrimonio prezioso da salvaguardare, riqualificare o da ricreare dove è stato
compromesso. Sotto l'incalzare di queste domande vanno prendendo forma
nuovi modi di intendere l'urbanistica e la pianificazione del territorio,
dell'ambiente, del paesaggio.
Così la domanda di ambiente si è andata traducendo nella ricerca
di un nuovo rapporto tra natura, città e territorio che modifica le
stesse basi teoriche della progettazione urbanistica e che trova riscontro
nella nascita di una nuove discipline orientate verso le scienze ecosistemiche.
E la domanda di paesaggio conduce alla ridefinizione delle strategie del piano
e del progetto al fine di renderle compatibili con gli obiettivi di qualità dell'ambiente
insediativo esistente. In questo contesto in rapida evoluzione va affermandosi
una nuova urbanistica della sostenibilità, che si propone soprattutto
di contribuire alla salute ambientale delle città e del territorio agendo
sui metabolismi energetici complessivi, limitando il consumo delle risorse
non riproducibili, sviluppando inedite reti di infrastrutturazione ambientale
e favorendo per quanto possibile la cura dei valori paesistici riconosciuti.
Il DART ha scelto da tempo di impegnarsi su questi temi
di grande rilevanza soprattutto per una regione come l'Abruzzo ricca di parchi
naturali e di paesaggi ancora integri. Lo sta facendo attraverso programmi di
ricerca scientifica, attività formative e collaborazioni con ministeri
e amministrazioni locali. In particolare partecipa attivamente alla ricerca interuniversitaria
del Ministero dell'Ambiente nel quadro del programma APE (Appennino Parco d'Europa).
Coordina la ricerca universitaria di interesse nazionale sull'adeguamento dei
modelli di valutazione ambientale applicati all'urbanistica, in collaborazione
con l'UNESCO. Dopo aver contribuito significativamente alla Prima Conferenza
Italiana del Paesaggio, d'intesa con la Società Italiana degli Urbanisti
sta ora coordinando la ricerca del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
per la revisione dei piani paesistici al seguito della Convenzione Europea del
Paesaggio recentemente stipulata a Firenze.
Principali riferimenti
- APE, Ricerca interuniversitaria sull'infrastrutturazione ambientale e
le prospettive di valorizzazione della fascia appenninica nel quadro europeo,
Convenzione ministero dell'Ambiente- Politecnico di Torino, coordinamento:
R.Gambino, A. Clementi, G.Dematteis ( 2000-01)
- Ricerca MURST 40%, Modelli di applicazione della valutazione ambientale
strategica alla pianificazione urbanistica, Coordinatore nazionale: A.
Busca ( 2001).
- Ricerca Studi metodologici per l'applicazione della Convenzione europea
del paesaggio, Convenzione Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Società Italiana
degli Urbanisti, coordinatore: A. Clementi (2000-01)