Il soprano pescarese sabato a Chieti aprirà la stagione della D'Annunzio
Caffè Concerto con Carmela Remigio
CHIETI. II soprano Carmela Remigio inaugura la sesta edizione del Caffè Concerto, promosso dall'Università D'Annunzio di Chieti. Sabato 25, alle 21, nel Campus universitario di Madonna delle Piane, il soprano preferito di Pavarotti si esibirà con il coro dell'ateneo D'Annunzio e l'orchestra sinfonica di Pescara diretta da Pasquale Veleno. Nell'occasione il campus universitario verrà intitolato Piazzetta Campus 1965, a ricordo della data di nascita dell ateneo. II Caffè Concerto è ormai divenuto l'appuntamento fisso che di fatto apre la stagione estiva di Chieti. Per quest'anno l'organizzazione curata dal direttore generale dell'ateneo, Marco Napoleone, ha voluto aggiungere due novità: la prima riguarda la partecipazione di una solista d'eccezione, il soprano Carmela Remigio, l'artista pescarese che si è rapidamente affermata nel firmamento del canto a livello mondiale, presenza stabile negli spettacoli che ruotano attorno alla presenza di Luciano Pavarotti. L'altra novità riguarda la presentazione della manifestazione affidata Natasha Stefanenko. Ma sul palco del campus, ad eseguire i brani di Verdi, Puccini, Rosssini e Bellini ci saranno anche il soprano Antonella Trovarelli e il tenore Nunzio Fazzini. Protagonista sarà anche quest'anno il corpo di ballo dell'università diretto da Agnese Caravaggio. II Caffè Concerto rappresenta un appuntamento sociale e culturale che l'Università D'Annunzio vuole mantenere con l’intera regione. “Il valore artistico e culturale di questo appuntamento”, commenta il rettore Franco Cuccurullo, “è affidato al Coro dell’ateneo che in dieci anni è riuscito a imporsi nell’ampio scenario della musica. Gli organi di governo dell’università hanno creduto e hanno investito su un’iniziativa che man mano ha preso sempre più corpo e che, ad oggi, ha raggiunto una fisionomia di grande prestigio. Tale attenzione ha avuto il sapore di antico mecenatismo e ha dimostrato il valore di qualsiasi tipologia di investimento sui giovani e sulle potenzialità che gli stessi possono esprimere”. “Personalmente” conclude il rettore, “ho sempre creduto nei giovani e continuerò a farlo, estremamente convito che loro rappresentano, con le loro aspirazioni, le proprie tensioni e le proprie potenzialità, la vera e forse unica risorsa non solo di entità altamente culturale qual è l’università, ma soprattutto di un intero Paese.
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