UNIVERSITA' DEGLI STUDI - AZIENDA ASL Chieti CLINICA PEDIATRICA (Direttore: Prof. Francesco Chiarelli) chiarelli@unich.it |
News in Endocrinologia Pediatrica
|
Chiarissimo Prof. Chiarelli,
grazie dell’opportunità di intervistarla. Qual è il primo messaggio che vorrebbe arrivasse ai giovani specializzandi in pediatria? I giovani sono la principale risorsa per un Paese che voglia progredire; nel nostro caso, i giovani rappresentano la speranza di una pediatria italiana di livello sempre più alto, dal punto di vista assistenziale, formativo e scientifico. Per poter realizzare questo sogno bisogna però che i giovani si rendano conto di dover sempre continuare a studiare, di non accontentarsi, non sentirsi mai “arrivati” e prendere come esempio solo i migliori. Per fare questo sono necessarie umiltà, onestà intellettuale, capacità di sacrificarsi e, al lavoro, “non guardare l’orologio” ma concentrarsi sul raggiungimento dei risultati e degli obiettivi prefissatisi. Nei Paesi Anglosassoni, ad esempio, non esiste il controllo delle ore di lavoro ma solo dei risultati ottenuti e degli obiettivi raggiunti. Occorre studiare l’inglese, approfondire la ricerca e respirare in ambito internazionale per poter crescere e diventare dei bravi pediatri. Un altro aspetto importante è quello di evitare l’autoreferenzialità: è facile dire “Noi siamo i migliori” ma bisogna vedere se qualcuno se ne è accorto! In questo campo l’autoreferenzialità è pericolosa. Invece, a mio avviso, devono essere gli altri a giudicarci, a manifestarci la loro stima. In un mondo senza barriere, come il nostro, quello che conta veramente è l’impatto nazionale, e ancor di più quello internazionale, delle Università, delle Scuole di Specializzazione e dei singoli che vi appartengono.
Come fa uno specializzando o un giovane pediatra a trovare la sua strada? Innanzitutto i giovani dovrebbero cercare di avere idee chiare ed individuare nei primi anni di attività quello che vorrebbero “fare da grandi”: per esempio uno specializzando orientato per l’endocrinologia pediatrica dovrebbe cercare di dedicare gli ultimi 2 anni, o almeno l’ultimo, all’approfondimento di tale insegnamento, cercando di identificare una struttura di alto livello, con tradizione di ricerca in tale settore, ove eventualmente trasferirsi per arricchire il proprio curriculum.
A livello Nazionale esistono dei punti di riferimento per l’Endocrinologia Pediatrica? Sicuramente la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) è un buon riferimento per i giovani ed organizza vari eventi per i giovani, in particolare “Master” e Corsi di Aggiornamento. |
President: Dr Yves Morel (Lyon) Secretary: Dr Francesco Chiarelli (Chieti) Treasurer: Dr Wieland Kiess (Leipzig) President-Elect: Dr Stenvert Drop (Rotterdam) President-Elect-Elect: Dr Raimo Voutilainen (Kuopio) Council
members: Per ulteriori informazioni: |
|
Professore, attualmente lei è Segretario di una importante Società Internazionale, la Società Europea di Endocrinologia Pediatrica (ESPE). Quali sono gli scopi che l’ESPE sta perseguendo? Questa Società ha l’obiettivo di promuovere le conoscenze in tema di endocrinologia pediatrica a livello europeo ed internazionale; per questo non include solo endocrinologi ed esperti di malattie del metabolismo ma anche esperti di altri campi (esempio: biologia molecolare, ematologia, nefrologia, etc). La Società organizza meetings scientifici annuali nei quali vengono riportati i più rilevanti risultati delle ricerche condotte.
Quali opportunità offre l’ESPE ai giovani che desiderino approfondire le conoscenze in Endocrinologia Pediatrica? L’investimento sulla formazione dei giovani rappresenta una delle priorità della Società; il Consiglio Direttivo si è impegnato molto negli ultimi anni per aumentare il numero e la qualità delle iniziative per i giovani; le più rilevanti sono: 1. la “Summer School” è un corso appositamente ideato per dare ai giovani l’opportunità di approfondire alcuni argomenti di Endocrinologia Pediatrica e intraprendere un contatto con la Società per programmare la futura attività di ricerca. 2. la “Winter School” è un corso dedicato ai giovani dei Paesi in via di Sviluppo per dare anche a loro la possibilità di imparare a gestire le patologie endocrinologiche, soprattutto le emergenze e l’inquadramento diagnostico e terapeutico delle patologie endocrine nel bambino. 3. il “Young Investigator Award”è un premio per i giovani che hanno pubblicato i migliori tre lavori su riviste internazionali in tema di Endocrinologia Pediatrica. I giovani che vengono insigniti con questo prestigioso premio sono davvero coloro che hanno particolarmente brillato nella ricerca, pubblicando i loro lavori scientifici su riviste ad elevato impatto scientifico. Purtroppo, da 40 anni di vita della Società, nessun giovane italiano è riuscito in questo intento; sarei molto felice se nei prossimi anni uno dei giovani endocrinologi pediatri italiani fosse insignito con l’ESPE Young Investigator Award. 4. il “Research Fellowship” permette un soggiorno di due anni in un Centro di Eccellenza per la ricerca in Endocrinologia Pediatrica. 5. il “Clinical Fellowship” permette di trascorrere da tre mesi ad un anno in un Centro di Assistenza Clinica di alto livello. 6. un Corso di aggiornamento on-line in Endocrinologia Pediatrica, anche se per il momento è purtroppo riservato ai soli iscritti alla Società.
In conclusione, Professore, anzitutto grazie per averci dedicato tutto questo tempo e per aver a cuore gli specializzandi. Siamo consapevoli che c’è tanto da fare per migliorare le nostre Scuole di Specializzzazione e soprattutto migliorare la nostra metodologia di studio. Pensa che l’Osservatorio Nazionale degli Specializzandi, fosse solo perché cerca di favorire il confronto fra gli specializzandi, può essere di aiuto in questo processo di miglioramento? Ho avuto modo di esprimere più volte agli specializzandi ed anche al Presidente della Società Italiana di Pediatria, il Prof. Saggese, il mio compiacimento per l’iniziativa di creare un Osservatorio Nazionale degli Specializzandi in Pediatria. Sono persuaso che l’ONSP possa contribuire ad alimentare la discussione su come migliorare la Pediatria Italiana, rendere i giovani pediatri italiani sempre meglio formati ed in grado di competere con almeno pari dignità con i colleghi nord-europei, e migliorare ulteriormente la già buona assistenza che i pediatri italiani forniscono ai bambini.
Gli specializzandi interessati possono contattare il Prof. Chiarelli per notizie più dettagliate (chiarelli@unich.it) |
|